Nel presentare la serata, il dr. Lombardo ha rimarcato come l'opera dell'arch. Valguarnera costituisca un'attività inedita a livello nazionale per la diffusione e la valorizzazione delle opere d'arte e dei monumenti esistenti in un ambiente cimiteriale.

       La dr.ssa Bruno ha voluto precisare come la scelta operata dal FAI ennese sia stata anche una "sfida" contro il tabu dei nostri giorni, in cui vengono privilegiate la vita e le opere "terrene". "I cimiteri si sono man mano allontanati dalle città, ma non debbono essere considerati  un "dimenticatoio" ma come il deposito delle conoscenze e delle virtù di chi ci ha preceduto, arricchito di monumenti e opere d'arte che, se valorizzato, potrà costituire una nuova filiera turistica."

       Alberto ha presentato la sua opera con dovizia di particolari: il cimitero ennese venne costruito nella seconda metà del 1800 sulla   "Selva"  facente parte del soppresso Convento dei Cappuccini e si abbandonò così gradualmente la sepoltura dei defunti nelle chiese o, addirittura, nelle stesse abitazioni. L'autore propone di considerare il cimitero come un museo a cielo aperto, da vivere accanto ai cari defunti.

            Flavio ha infine delineato le numerose opere dello scultore ennese Giuseppe Sutera , scomparso nel 1967, presenti in diverse città italiane e, naturalmente, a Enna e nel suo cimitero. 

"Società Dante Alighieri - Comitato di Enna" - Powered by Professional Site