Garibaldi uno, nessuno e centomila: i vari aspetti di una persona , le contraddizioni umane, le alterne vicende della storia. Si potrebbe forse così sintetizzare il libro di Massimo Onofri "L'epopea infranta. Retorica e antiretorica per Garibaldi", un saggio storico letterario presentato martedì sera 22 novembre 2011 presso il Caffè letterario "Al Kenisa" per iniziativa della " Dante". Il libro ha vinto il premio De Sanctis per l'Unità d'Italia.

L'incontro, aperto dal Presidente Rocco Lombardo, è iniziato con l'introduzione di Salvatore Ferlita, docente di letteratura italiana contemporanea presso l'Università Kore di Enna, che ha definito Onofri "giovane critico sicilianista corrosivo".

Onofri ha poi esordito ricordando un dato significativo: Bergamo. che ha dato il contributo di un centinaio di volontari alla spedizione dei Mille, oggi è leghista; il popolo siciliano, perplesso, anelante alla giustizia sociale più che alla libertà politica, disfattista nei suoi rappresentanti più autorevoli (Verga), oggi è unitario.

Entrando nel vivo Onofri ha mostrato le diverse facce del combattente, agricoltore, pastore. grande amatore. Il soggiorno a Caprera si può analogamente considerare in modo ambivalente: dolce utopia o carcere, rifugio prescelto o esilio. Sono state indicate altre figure contraddittorie della nostra storia patria, in cui la spavalderia è l'altra faccia della timidezza.

Passi dell'opera sono stati letti dall'attrice Elisa Di Dio.

(Anna Maria De Francisco)

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